evasione fiscale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scontrini telematici, fatture elettroniche: ecco il piano di Renzi contro l'evasione

Il testo del governo il 30 giugno alle Camere. Per 18 milioni di italiani il 730 arriverà a casa.

 

A fine mese il progetto per rendere tracciabili tutti i pagamenti e spunta l’ipotesi lotteria

ROMA - Non più blitz roboanti e spesso inconcludenti, arriva la tracciabilità totale. Il pagamento soft delle tasse, dal quale non si può sfuggire. Il piano del governo per la lotta all'"evasione 2.0" è già pronto: il decreto di attuazione della delega fiscale approvata dal Parlamento appena tre mesi fa è sulla dirittura d'arrivo e il 30 giugno sarà presentato un documento di indirizzo con le linee guida dell'intera operazione.

"La lotta all'evasione è al centro dell'azione governativa, l'evasione va repressa in modo sistematico", ha detto il ministro dell'Economia Padoan intervenendo ieri alla scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza e ha aggiunto che servono "un nuovo approccio" e "ulteriori misure". Il tema resta tuttavia caldo e ieri la Confesercenti ha dato voce a tutto il malessere fiscale della categoria denunciando l'aumento del prelievo di 34 miliardi in tre anni e la chiusura di 53 mila esercizi nei primi cinque mesi dell'anno.

Lo spettro degli interventi anti-evasione ai quali si sta pensando, delineati dal corposo e dettagliato articolo 9 della delega fiscale, è ampio: si va dallo scontrino telematico (che comincerebbe essere obbligatorio almeno per la grande distribuzione) alla fatturazione elettronica, dall'affiancamento ai dispositivi elettronici chiamati Pos (già obbligatori da fine mese per commercianti e liberi professionisti) all'introduzione della carta di pagamento per saldare il conto del medico o dell'avvocato. Naturalmente il presupposto di tutta l'azione è il potenziamento delle banche dati e delle possibilità di incrocio.

Tutto condito con una misura di sistema: l'avvento generalizzato della moneta elettronica, tracciabile per definizione, con incentivi al sistema creditizio e delle telecomunicazioni (molte compagnie telefoniche, ad esempio, stanno sviluppando app per utilizzare carte di credito, carte prepagate e persino carte-sconto e buoni pasto).

La misura in cima alle priorità è il cosiddetto scontrino telematico: in pratica tutti gli incassi del supermercato (strutture che saranno investite in prima battuta dall'operazione che poi si estenderà ai commercianti e agli artigiani) e relativa certificazione saranno trasferiti on line in tempo reale alla locale Agenzia delle entrate. In questo modo l'amministrazione fiscale potrà verificare automaticamente, e senza operare riscontri in loco, gli importi delle vendite, confrontarli con l'Iva pagata e con il volume dei rifornimenti di merce del commerciante in questione.

La misura è importante e c'è anche un precedente. La trasmissione telematica di tutte le somme dovute a vendite e acquisti dei negozi (dunque non solo dei ricavi a fronte di emissione di scontrino) fu applicata con successo dal governo di centrosinistra Prodi (il ministro era Vincenzo Visco) nel 2006 e portò ad un aumento del gettito Iva fino al 10 per cento. Poi nel 2008 la norma fu abolita dal governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti e il gettito Iva precipitò.

L'operazione scontrini non si esaurisce qui: il governo sta studiando anche una sorta di lotteria che sarà estratta tra coloro che sono in possesso di uno scontrino fiscale. Le estrazioni, periodiche e con premio annesso, dovrebbero essere riservate a categorie specifiche di esercenti o merceologiche. Un motivo in più per pretendere lo scontrino.
Completa il piano una ulteriore coppia di misure: l'obbligo (introducendo sanzioni per chi non lo adotta) del Pos per i commercianti e gli artigiani e la possibilità di utilizzare la carta elettronica per pagare le prestazioni professionali. Le due misure adempirebbero alla stessa funzione: fare in modo che gli importi incassati da professionisti e commercianti, al di là di quanto risulta dalle ricevute o dagli scontrini effettivamente emessi, vengano alla luce con chiarezza e corrispondano successivamente all'imponibile Iva e Irpef dichiarato. Sia gli importi relativi al Pos (point of sale: la macchinetta che hanno tassisti e commercianti per far pagare con la credit card), sia i nuovi pagamenti con carta elettronica per le prestazioni professionali, vengono infatti accreditati in banca e lì scattano le anagrafi dei movimenti che non lasciano scampo al tentativo di evasione.

L'obiettivo del piano del governo è quello di aggredire soprattutto l'evasione dell'Iva che porta con sé quella dell'Irap e dell'Irpef, perché è sui ricavi che si forma il reddito e su questo che si pagano (o non si pagano) le tasse. La Corte dei Conti su questo terreno ha fornito un dato inquietante: tra Iva e Irap, che rappresentano solo un quinto del gettito complessivo, pesano circa 50 miliardi di evasione fiscale.

Dunque lotta all'evasione Iva: due misure, molto tecniche, ma che, se applicate, dovrebbero dimostrarsi efficaci. La prima è la fatturazione elettronica: in pratica ogni fattura che viene emessa a livello intermedio, cioè tra produttori, grossisti e commercianti al dettaglio, dovrà essere trasmessa automaticamente per via telematica all'Agenzia delle entrate. L'altra misura invece dovrebbe essere il colpo finale per chi non emette fattura: si chiama autofatturazione (ma è condizionata ad un sì dell'Europa) e potrebbe debuttare limitatamente al settore del commercio.

Una rivoluzione: oggi l'Iva - si parla dei livelli intermedi e non del consumatore finale - viene versata da chi vende ed emette fattura, con il "reverse charge" l'imponibile è invece l'acquisto e chi compra si addebiterà l'onere del versamento. Nessuno potrà più emettere fatture per operazioni inesistenti e scompare l'omessa dichiarazione. 

Da Repubblica.it

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